Luzzati Festival Verezzi

Liolà

Liolà
di Luigi Pirandello
con Giulio Corso e con Enrico Guarneri, Roberta Giarrusso, Anna Malvica, Ileana Rigano
adattamento e regia Francesco Bellomo
Produzione Corte Arcana Isola Trovata

22 e 23 luglio 2019, ore 21.30

Liolà è un “Don Giovanni” spensierato, che con la sua festosa voglia di vivere, trasgredisce alle regole della società in cui vive. Amato da tutte le ragazze del borgo, ha avuto tre figli da donne diverse. Ultima delle sue conquiste è Tuzza, la quale approfittando del “malessere” di zio Simone Palumbo, che non riesce ad avere i figli con la legittima moglie Mita, pensa, per convenienza, di proporre allo zio di riconoscere, come proprio, il figlio di Liolà. Ma il senso di giustizia induce Liolà a mettere incinta Mita: in questo modo zio Simone preferirà la paternità legale con la moglie, a quella illegale procuratagli da Tuzza. Liolà, è “il prodotto migliore dell’energia letteraria di Luigi Pirandello”.

Note di regia
Liolà, è una commedia d’ambiente siciliano che trae spunto dal quarto capitolo del “Fu Mattia Pascal” e dalla novella “La mosca”. In questa edizione abbiamo scelto di collocare il periodo storico a cavallo dei primi anni ‘40, mentre il contesto scenografico ci riporta al borgo marinaro di Porto Empedocle, con le costruzioni di un bianco accecante che le incastona perfettamente nel paesaggio della scala dei Turchi, adiacente la casa natia di Pirandello. Questo espediente consente una ricollocazione oltre che di luogo anche dei caratteri dei personaggi. Non a caso Zio Simone Palumbo diventa un commerciante di zolfo che governa le attività economiche del borgo, tentando di camuffare con le ricchezze, la sua impotenza. Accanto a lui, si muove uno spaccato di società dove attraverso intrighi, vendette incrociate, domina la brama di benessere materiale, che pervade gli altri personaggi. In particolare la Zia Croce e sua nipote Tuzza ma dalla quale non è immune la stessa Mita, che ha accettato spronata da sua Zia Gesa, di sposare il ricco Zio Simone, per acquisire una solida posizione sociale. Se è vero che la gioia di vivere, la spensieratezza della commedia, prevalgono su qualsiasi tipo di complicazione intellettualistica, qui Liolà, il trasgressore delle regole, è l’unico personaggio positivo, mentre gli altri sono interessati, egoisti e gretti. Ma un senso di giustizia lo induce a infrangere le regole della moralità comune, spontaneamente senza rendersene conto.
Questa commedia fa ridere ma non è gioconda, è allegra con cattiveria a spese di tutti. Nel testo, si sente sempre la presenza di un ingegno creatore, che ha quasi la tristezza dell’opera che immagina e una superiore ironica pietà dei personaggi, che egli fa ridere. Come disse Antonio Gramsci “ Liolà è il prodotto migliore dell’energia letteraria di Luigi Pirandello, è una commedia che si riattacca ai drammi satireschi della Grecia antica, Mattia Pascal, il melanconico essere moderno, vi diventa Liolà, l’uomo della vita pagana, pieno di robustezza morale”.
Francesco Bellomo

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