Sessanta volte teatro tra Tempo, Magia e Incanto
Dall’8 luglio al 13 agosto Borgio Verezzi (Savona) si trasforma in una macchina del tempo per accompagnare il pubblico in un viaggio avventuroso tra luoghi, memorie e immaginari differenti. In programma, 23 serate vista mare che abiteranno per la prima volta spazi nuovi del borgo: non solo la piazza gotica di Sant’Agostino – cuore tradizionale della manifestazione – ma anche il Torrione del ‘500 che domina la città antica, l’affascinante prospettiva settecentesca di piazza San Pietro e il modernissimo Teatro Gassman; fino alle famose Grotte del Valdemino, dove un’installazione sonora ideata da Paky Di Maio farà risuonare le voci autentiche di grandi interpreti del passato, da Sarah Bernhardt a Ruggero Ruggeri, da Tommaso Salvini a Ettore Petrolini. È un omaggio alle radici profonde di una manifestazione nata sessant’anni fa e divenuta nel tempo un riferimento del panorama teatrale nazionale. «60 anni di festival raccontano una lunga storia di creatività e amore. Una storia di tutti noi, un patrimonio comune che va vissuto e sempre più valorizzato», sottolinea il sindaco Renato Dacquino. Un’eredità che il direttore artistico Maximilian Nisi ha scelto di celebrare attraverso tre parole chiave: Tempo, Magia e Incanto. «Il teatro è da sempre un luogo d’incanto. – dichiara – Uno spazio in cui il tempo smette di scorrere in modo lineare e si dilata, oscillando tra il presente e l’infinito. Sul palcoscenico convivono passato, presente e futuro: ciò che è stato ritorna, ciò che è diventa eterno per la durata della scena. In questo tempo “altro”, le relazioni umane rivelano la loro natura più profonda, muovendosi tra inferno e commedia, paradiso e magia».